Missione Giornalista

Il contrario della guerra non è la pace, è la creazione (Rent, il musical)

Cicloturismo360. Perché mi piace scrivere, e perché mi piace pedalare

E’ nato Cicloturismo360, web magazine dedicato al cicloturismo a 360 gradi, senza escludere nessuno. E’ la “mia” ultima creatura, o creazione: metto “mia” tra virgolette perché questa avventura è nata da una condivisione con alcuni colleghi, per cui non è davvero soltanto mia.

cicloturismo360
La home page di Cicloturismo360.it

Perché è nato Cicloturismo360? Ci sono varie risposte. “Vi chiederete il perché di un nuovo portale dedicato al cicloturismo. Ce lo siamo chiesto anche noi, prima di ‘andare in scena’. E ci siamo accorti che, negli ultimi mesi, qualcosa è cambiato. E allora anche chi parla di cicloturismo deve cambiare, e noi abbiamo deciso di provarci”, ho scritto sul pezzo di presentazione del magazine.

Il cicloturismo è una soluzione

Questa è quindi la prima risposta. E’ nato da un’occasione, una opportunità. Quella che il ciclismo e il cicloturismo, complice questa maledetta pandemia di coronavirus, stanno rappresentando nel mondo delle vacanze, dei viaggi, del turismo. E cioè l’opportunità di essere una soluzione: perché le vacanze in bici sono quasi del tutto sicure, perché sono all’aria aperta, perché pedalando non ci sono grandi rischi di agglomerazioni.

Il cicloturismo è cambiato, è pop

La seconda risposta è sempre compresa nell’editoriale di lancio di Cicloturismo360. “Qualcosa è cambiato e adesso questo processo ha subito una brusca accelerazione. Il cicloturismo si sta scrollando di dosso quegli abiti impolverati. E’ successo qualcosa di simile, più in generale, al ciclismo agonistico e amatoriale”, scrivevo.

Ed è proprio così. Oltre a essere una “soluzione” in un tempo di crisi, è per giunta una soluzione “figa”, rock, o magari pop. “Ecco. Il cicloturismo sta affrontando un passaggio simile. Anche grazie all’aiuto di personaggi pop (o rock) proprio come Peter Sagan. Uno tra tutti, Lorenzo CherubiniJovanotti, in un paio di anni, ha letteralmente sradicato la vecchia idea di viaggio su due ruote (e cicloturista), diventando un’icona, trasformando il cicloturismo in un tema mainstream. Appunto, pop. Portandolo in televisione in prima serata, mixandolo con lo spettacolo, con la musica. Ne è uscito un cocktail moderno, succulento, intrigante”, si trova scritto nello stesso pezzo.

Scrivere e creare

Poi c’è una terza risposta. E cioè che mi piace scrivere. E mi piace creare. E quindi nei primi mesi di pandemia mi sono messo a studiare, ho fatto un po’ di formazione professionale e personale. Ho letto, molto. E ho affrontato temi e argomenti che hanno ampliato le mie conoscenze, esplorando mondi che toccano il giornalismo e la mia professione, dei quali non conoscevo molto (ancora oggi non conosco tutto ma posso dire di conoscere più di prima).

Mettendo insieme tutto, la voglia di scrivere e creare, e le riflessioni sul cicloturismo e sul ciclismo nate dalla semplice osservazione di quello che stava accadendo (e per certi versi sta succedendo ancora oggi, perché questo processo non si è ancora fermato), ecco che ne è venuto fuori Cicloturismo360.

Cicloturismo360 e la mia voglia di bicicletta

Poi c’è un’ultima risposta. E cioè che Cicloturismo360 è nato perché fondamentalmente mi piace pedalare. Mi piace andare in bicicletta, mi piace la bicicletta. Non sono uno che si perde via dietro ai dettagli, alla preparazione, alla tecnica e alla meccanica: a me piace salire in sella e andare. Pedalare. Sudare. Faticare. Scoprire. Perdermi. E poi anche raccontare.

Qui in Brasile non sono del tutto a secco di bici. Sono riuscito a portare qui dall’Italia la mia Mtb e riesco a fare una pedalata a settimana, più o meno. Ma sento che un po’ non mi basta. Sento che tra le mille cose che mi mancano della mia vita di prima c’è anche quella di pedalare (tanto) per passione e per lavoro. C’è quella di poter prendere la bici e andare via qualche giorno, oppure di “sfruttare” la bici per fare una piccola fuga, o vacanza.

Quindi per ora Cicloturismo360 vive di alcuni viaggi che ho fatto negli ultimi anni, oltre che di news che mi arrivano e da altri contenuti creati da colleghi che si sono lasciati coinvolgere in questa avventura. Ma sogno di potermi rimettere in sella per tornare a viaggiare. Ecco, sì, Cicloturismo360 è un po’ anche una scusa.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 novembre 2020 da in Al lavoro, Giornalista in bicicletta con tag , , .

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