Missione Giornalista

Il contrario della guerra non è la pace, è la creazione (Rent, il musical)

Due sogni che si avverano: domani parte il mio Giro d’Italia

E’ un po’ come se si fosse avverato uno dei sogni che avevo da bambino. Anzi, è come se insieme si fosse avverato uno dei sogni che facevo da piccolo e uno di quelli più attuali. Per farla breve, domani (lunedì 7 maggio) parto per andare a Catania a seguire il Giro d’Italia per La Gazzetta dello Sport. Ecco, l’ho detto.

Faccio ancora fatica a realizzare, scrivere forse mi aiuta a fare chiarezza. Pochi giorni fa raccontavo dei portoni che si sono spalancati davanti ai miei occhi dopo la chiusura di una porta che ha rappresentato un bel pezzo della mia vita. E accennavo di una “bomba”: eccola, è questa. Sì, andrò al Giro. Non solo: andrò al Giro come giornalista de La Gazzetta.

Uno dei miei desideri ricorrenti da ragazzo, anche da bambino, era proprio quello di poter essere parte della carovana rosa che più volte sono andato ad ammirare a bordo strada. Non per forza tra i corridori, intendiamoci: mi sono sempre immaginato quanto sarebbe stato bello vivere l’emozione di quell’enorme circo colorato e itinerante che per 3 settimane copre la Penisola in lungo e in largo.

Questo sogno che facevo da piccolo si realizza “in coppia” con uno decisamente più attuale: poter seguire un grande evento sportivo come giornalista di uno dei giornali più importanti del mondo. Ecco, domattina parto per Catania da dove martedì, dopo le prime tre tappe in terra israeliana e dopo il giorno di riposo necessario per il maxi transfer della carovana rosa, ripartirà il Giro numero 101. Tre tappe in Sicilia (wow!), poi su per lo Stivale fino alle Dolomiti e di nuovo giù nella capitale.

Avrò anche l’occasione di pedalare lungo le tappe del Giro. Sì, avete capito bene. Mi è stato chiesto di seguire il Giro E, cioè le tappe che saranno corse in sella alle ebike di Pinarello. Al mattino in sella, al pomeriggio davanti al pc per raccontare la giornata e questo esperimento su due ruote. Con l’occasione non solo di vedere da vicino i campioni all’arrivo di tappa, ma di toccare con mano la delicatezza del lavoro che i colleghi della rosea fanno quotidianamente per coprire un evento di tale importanza.

Ci vediamo in Giro. E sulle pagine de La Gazzetta.

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