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Italia: la carta non piace piu’. Un milione di quotidiani al macero ogni giorno

L’ultimo post prima dell’estate era una “fotografia” fatta da Reuters e dall’Università di Oxford che era l’immagine dello stato di salute della stampa nostrana. Dall’analisi emergevano due dati tra tutti: i lettori di giornali stanno calando costantemente; in Italia la metà della popolazione, o quasi (per l’esattezza il 47 per cento) non ha mai letto un giornale quotidiano (a questo link trovate il post: cliccate qui).

quotidiani_carta_stampata

Ecco, dopo l’estate vi propongo qualche altro dato che dovrebbe aiutare a capire qualcosa di più sul mondo della stampa italiana. Lo spunto mi arriva direttamente dall’ultimo numero di Tabloid, il periodico di informazione distribuito dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Che nelle prima pagine propone una lunga inchiesta sui giornali italiani da cui emerge, ancora una volta, che il Belpaese, o meglio il settore del giornalismo nel Belpaese, non se la passa decisamente bene.

Alcuni numeri per rendere tutto più chiaro. L’inchiesta di Tabloid abbonda di cifre, dati e tabelle. A me, qui, ne bastano alcuni per rendere l’idea di cosa sta succedendo alla “carta stampata” nei nostri confini nazionali. Il primo dato, che conferma in qualche modo la ricerca a stelle e strisce di Reuters e Oxford University, è quello del calo delle copie cartacee: la diffusione delle copie cartacee dei quotidiani italiani è precipitata nell’ultimo biennio. Se nel gennaio 2013 venivano diffuse 3 milioni e 805mila copie cartacee, a dicembre 2014 ne abbiamo perse oltre 800mila (quota 3 milioni e 4mila). Trend col segno negativo del 21 per cento. Crescono le copie digitali che nello stesso periodo salgono del 141 per cento, superando le 500mila.

Discorso simile per la tiratura. La tiratura dei quotidiani nostrani nello stesso periodo preso in esame è calata del 18,56 per cento. A gennaio 2013 venivano tirate, cioè stampate, 5 milione e 283mila copie; a dicembre 2014 queste sono scese a 4 milioni e 302mila. Semplice, si stampa più di quanto si vende. Si produce più di quanto si consuma. La resa è calata del 12 per cento nel corso dello stesso biennio: a dicembre 2014 venivano restituiti 1 milione e 286mila giornali. Al macero, oltre un milione di copie al macero.

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