Missione Giornalista

Il contrario della guerra non è la pace, è la creazione (Rent, il musical)

Monica e il tesserino da pubblicista: moduli e costi

Siamo all’ultima puntata della “saga” di Monica De Astis, giovanissima aspirante giornalista di Sesto San Giovanni. A lei ho affidato il compito di raccontare in prima persona i passaggi fondamentali per arrivare a ottenere il tesserino da pubblicista: Monica è proprio alle prese con questo “passaggio professionale”. Ho trovato molto efficace farlo raccontare a lei: sia per la chiarezza con cui Monica si è raccontata, sia perché all’Ordine dei Giornalisti sono cambiate alcune regole rispetto a quando io stesso ho affrontato l’iter per ottenere il tesserino. Leggete questo ultimo capitolo e condividete il post con le persone che potrebbero essere interessate.

Ultima premessa: grazie mille a Monica per il coraggio, per il tempo che mi ha dedicato e per l’efficacia dei suoi post. A lei, e a tutti i giovani che sognano di diventare giornalisti (quindi, un po’ anche a me), un grandissimo “in bocca al lupo”!

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Ora viene la parte un po’ meno divertente di questo mio racconto, fatta di moduli, carte varie e soldi che escono dal portafoglio.

Tutte le informazioni sul materiale da allegare per la domanda si possono trovare nel sito dell’Ordine dei Giornalisti (se nella barra di Google scrivete “ordine giornalisti Lombardia”, vi appare direttamente il link www.odg.mi.it) nel menu “modulistica”. Scorrendo le voci, si trovano quelle utili: istruzioni iscrizione pubblicisti di quotidiani e periodici e poi iscrizione all’elenco dei pubblicisti. Ecco il link diretto: clicca qui.

Questo è tutto quello che occorre sapere per presentare la domanda, una volta giunti in via A. da Recanate 1 a Milano, dove si trova la sede dell’Ordine regionale. Oltre al numero di articoli necessari, servono la fotocopia della carta d’identità e del codice fiscale, la dichiarazione sostitutiva (su data e luogo di nascita, residenza, cittadinanza, non aver riportato condanne penali o misure di detenzione, ecc…), 2 fototessere e il proprio curriculum vitae. Ma non finisce qui. Bisogna presentare fisicamente gli articoli pubblicati, portando cioè la copia del giornale o periodico in cui si trovano, con tanto di firma, nome della testata e data di pubblicazione. Poi, i giustificativi dei compensi ricevuti nei 24 mesi precedenti alla presentazione della domanda, cioè la notule di pagamento che ogni mese la redazione emette: questo per dimostrare che l’attività di pubblicista è stata continuativa e comprovata, come vi ho detto l’altra volta (i compensi lordi ricevuti nei due anni non devono essere inferiori a 2.000 euro). Tutto questo va accompagnato dal modulo per la domanda di ammissione all’Ordine (a questo link trovate il fac-simile del modulo).

Capitolo costi: dicevamo che bisogna anche cominciare a mettere mano al portafoglio. La tassa di ammissione da versare alla presentazione della domanda è di 110 euro a cui va aggiunta una marca da bollo da 16 euro. Fatto? Non proprio. Questi passaggi erano quelli necessari e allo stesso tempo sufficienti per ottenere il tesserino solo qualche anno fa. Ma la musica è cambiata. E così anche le regole. Prima che il Consiglio dell’Ordine della Lombardia deliberi l’idoneità dell’aspirante pubblicista, bisogna sostenere un colloquio sulla deontologia e la legislazione in materia di giornalismo.

Una volta deliberata l’idoneità, bisogna sostenere altre spese. All’Agenzia delle Entrate bisogna versare una tassa di concessione governativa di 168 euro (il bollettino lo si trova in posta, prestampato), mentre all’Ordine vanno pagati 16 euro per il rilascio del tesserino e 100 euro di iscrizione annuale all’albo (che vale per l’anno solare, indipendentemente dal mese di iscrizione, e per questo io sto aspettando gennaio 2015 per presentarla).

QUI TROVATE LE “PUNTATE PRECEDENTI” DEL RACCONTO DI MONICA:

https://missionegiornalista.com/2014/07/08/come-diventare-giornalisti-ve-lo-racconta-monica-parte-1/

https://missionegiornalista.com/2014/07/17/monica-e-il-tanto-sudato-tesserino-da-pubblicista-parte-2/

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Un commento su “Monica e il tesserino da pubblicista: moduli e costi

  1. Enzino
    19 aprile 2017

    Interessante. Sarebbe intelligente mettere la data agli articoli così uno capisce a quando si riferisce.

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