Missione Giornalista

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La rivoluzione di marzo: piu’ smartphone che desktop, news a portata di pollice

Forse non ve ne sarete accorti, anzi sicuramente non ve ne sarete accorti: eravate certamente impegnati sui vostri smartphone, testa china sullo schermo. E la rivoluzione vi è passata sopra. A marzo 2017 è avvenuto un fatto in qualche modo straordinario, almeno per chi si occupa di informazione e comunicazione, o almeno per chi si occupa di studiarne i processi. Per la prima volta in Italia si è registrato il sorpasso degli utenti che accedono a internet da device mobili rispetto a quelli che accedono da desktop. In parole povere, non era mai successo che ci fossero più utenti connessi da smartphone e tablet piuttosto che da pc.

Vi starete chiedendo: “A me cosa interessa?”. Forse poco, forse nulla. Ma da bravi consumatori dovreste sapere che ogni vostro atteggiamento micro modifica e ha delle ricadute sugli assetti macro. Siti di informazione, ma non solo, leggono questo dato come una vera svolta epocale: gli investitori, quelli che devono decidere se e dove spendere, guardano questi numeri con maniacale attenzione e spostano ingenti flussi di denaro. E’ già ora di rottamare il caro vecchio personal computer? No, non ancora. Di certo però siamo di fronte a un passaggio storico.

I numeri, diffusi anche da PrimaOnline Comunicazione, sono stati raccolti da ComScore che “sulla total digital population del nostro Paese, pari circa a 37,3 milioni di visitatori unici (desktop e mobile), ha quantificato in 9,3 milioni, pari al 25% del totale, chi utilizza solo smartphone e tablet per navigare, contro i 9,1 milioni di utenti, pari al 24%, che scelgono il desktop”. L’analisi di PrimaOnline continua: “Secondo l’analisi gli utenti multi-piattaforma rappresentano la metà della popolazione digitale italiana (51%), in crescita di 4 punti percentuali rispetto al 47% registrato a settembre 2016. Dal confronto tra il dato di marzo 2017 e quello di settembre 2016 si evidenzia che l’aumento dell’audience mobile-only riguarda tutte le principali categorie di contenuto”.

Il giornalismo che c’entra? “Le maggiori crescite in punti percentuali si registrano nelle categorie news, passata dal 28% al 40%, retail (dal 22% al 33%) e sports (dal 41% al 51%)”. Per essere brutali si potrebbe dire che non solo non si leggono più i giornali, ma ora non si leggono nemmeno più i giornali dal pc, ma dal piccolo schermo di telefonini e tablet all’ultimo grido.

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